Arcipelago Los Roques

Los Roques è un arcipelago formato da piccole isole coralline a 40 delle quali è stato dato un nome, mentre 250 sono senza poichè troppo piccole.

L’arcipelago è diventato una meta turistica grazie alla soffice spiaggia bianca, alle barriere coralline e si è rivelato un paradiso per gli amanti dello snorkelling e delle immersioni subaque.

I periodi di maggior turismo sono il carnevale, la settimana Santa, Agosto, Dicembre e Gennaio.

Il clima è quello delle isole Carabaiche con temperatura 28°33°.

Per visitare l’arcipelago bisogna pagare una tassa di 15 Dollari perchè fa parte del Parco Nazionale che dipende dal Distretto Federale.

Nel passato l’arcipelago è stato sfruttato dagli Indios per la grande risorsa di pesce, mentre durante il periodo coloniale è stato solo meta di attracco per marinai,pirati,esploratori, provenienti sopratutto dall’Inghilterra e dalle Antille Olandesi senza che nessuno di essi abbia ritenuto vantaggioso insediarvisi, solo nel 1871 i pescatori dell’isola Margherita si accorsero dell’abbondanza di pesce e vi si trasferirono in gran numero.

L’isola pricipale è Gran Roque che è l’unica isola con diverse massicce gobbe rocciose: scogliere che precipatano quasi a picco del mare.

Le attività che si possono fare sono molte: snorkelling, immersioni subacquee, pesca sportiva, wind surf e escursioni con barche a vela oppure ci si può rilassare prendendo il sole bianche spiagge che sono numerose, pulite ed incontaminate.

Un migliaio di anni fa l’arcipelago fu abitato temporaneamente da gruppi di indios che fecero di Dos Mosquises il loro insediamento più importante, come dimostrano alcune statuette ritrovate appunto nell’isola e di cui è possibile tutt’oggi vedere le fotografie e le tavole esplicative nel Parco Archeologico dietro la stazione biologica dell’isola. Più in generale l’arcipelago è stato per molto tempo un punto di sosta per navigatori, pirati ed esploratori.

In epoca coloniale le isole furono meta di un costante flusso di stranieri, provenienti soprattutto dalle Antille Olandesi e dall’Inghilterra mentre a partire dal 1920 i pescatori dell’Isla Margarita si stabilirono a poco a poco a Gran Roque fino a sostituirsi del tutto agli olandesi nella metà del secolo scorso. I loro discendenti, noti come roquenos, oggi rappresentano la maggioranza della popolazione locale. Ad essi si aggiunge una cospicua comunità di italiani che, attratti da questo paradiso tropicale, hanno letteralmente invaso l’isola stabilendosi qui e realizzando molte delle posade di Gran Roque. Non a caso la lingua italiana sull’isola è diffusa quasi quanto la spagnola.

Il Parque Nacional Archipelago Los Roques è un vero paradiso tropicale: un arcipelago costituito da tante piccole isole di sabbia bianca e mangrovie con rigogliose barriere coralline, tutte praticamente incontaminate, senza palazzoni in cemento armato a deturpare la costa e senza locali notturni a rovinare la pace dell’arcipelago.

L’arcipelago è formato da 42 isole più grandi e da 250 isolotti senza nome, banchi di sabbia e di corallo disseminati in una laguna cristallina e incontaminata. L’isola più grande, in cui si concentrano quasi tutti gli abitanti, le possibilità di alloggio e i trasporti è Gran Roque.

La flora a Los Roques è poco varia in quanto il clima caldo consente solo un lieve sviluppo della vegetazione; la vegetazione delle isole consiste principalmente di cespugli bassi e mangrovie, cactus e graminacee. Sabbia fine e bianchissima, e sole, governano le isole. Non essendoci montagne in grado di bloccare le nubi e di formare quindi la pioggia, Los Roques gode di un clima molto asciutto.

In contrasto con la limitata varietà della flora e della fauna sopra il livello del mare, l’ecosistema marino è incredibilmente vario: barracuda, pesci variopinti, razze, molluschi, piovre e aragoste.

Di quest’ultime è vietata la pesca da maggio a ottobre. Anche i coralli sono straordinari: meandrine, spugne arancioni dette orecchie d’elefante e gorgonie.

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